I RISULTATI
I nostri candidati
|
LE RAGIONI DI UNA PRESENZA POLITICA La politica in Calabria è un posto molto distante dal paradiso. La Lista Scopelliti è un atto di speranza verso la politica. In Calabria c’è bisogno di buona politica, per contrastare la cattiva politica e la ‘ndrangheta, che spesso camminano insieme.
DIMENSIONI Anche una presenza politica a livello regionale non può ignorare il contesto all’interno del quale si colloca. Abbiamo individuato cinque dimensioni da tenere presenti:
Storica 150 anni dall’Unità d’Italia: il tema del Sud è la questione ancora irrisolta che condiziona lo sviluppo e il futuro di tutto il Paese.
Economica Globalizzazione: ha invertito l’ordine mondiale con l’affermarsi di nuove potenze quali la Cina, l’India e, prossimamente, anche il Brasile. In tale quadro per noi è fondamentale non tanto la dimensione europea quanto quella mediterranea, con il confronto con i Paesi del Maghreb e del Medioriente.
Politica Seconda Repubblica: non è mai nata, avendo dato vita a un sistema con partiti deboli ed alla mediatizzazione della politica. Istituzionale Le regioni a statuto ordinario sono state avviate dal 1970 per avvicinare i cittadini alle istituzioni e per risolvere i problemi dello Stato centrale. In parte, sono diventate esse stesse un problema, con la duplicazione di costri e burocrazie. A questo processo si aggiunge quello del federalismo, che, declinato giustamente anche sotto l’aspetto fiscale, rende questo percorso assai incerto e problematico.
Criminale La presenza della ‘Ndrangheta in Calabria condiziona istituzioni politiche e mercato economico, all’interno di uno scenario mondiale che vede sempre di più lo scontro tra organizzazioni criminali e Stati legali.
REGIONI ED ENTI LOCALI IN CALABRIA Gli enti locali e le istituzioni regionali in Calabria sono contemporaneamente deboli e forti: deboli perché non sono riusciti a invertire la tendenza del sottosviluppo; forti perché sono i soggetti principali sui quali si può sviluppare il cambiamento.
In Calabria la Regione peggio non poteva nascere, con il condizionamento dei moti dei “boia chi molla” per l’individuazione del capoluogo.
Per anni non si sono conosciuti il numero dei bilanci, l’esatto ammontare dei conti consuntivi, la quantità dei forestali, mentre i buchi neri del bilancio regionale andavano identificandosi nella sanità, nei trasporti e nella forestazione. La sanità attualmente veleggia sui 2 miliardi di euro di disavanzo, i trasporti su di una spesa di 200 milioni di euro, il numero dei forestali si è attenuato ma in compenso si sono aggiunti i lavori socialmente utili e di pubblica utilità, la cui stabilizzazione rappresenta un aspetto pesante per i bilanci pubblici e per l’efficienza delle istituzioni locali.
Sui limiti del regionalismo si sono già espressi autorevoli studiosi. Per Sabino Cassese le regioni dovevano contribuire a risolvere i problemi dello Stato e sono invece divenute esse stesse un problema, mentre Antonio Maccanico ritiene che la prima delle cinque misure «che hanno rovinato l’Italia» consista nel «varo delle Regioni, sganciato da ogni raccordo effettivo con lo Stato centrale», e addirittura per Geminello Alvi occorrerebbe abolire le Regioni, sostituendole con strutture di dimensioni territoriali ottimali e meno costose.
La discussione sui limiti del federalismo è un film già visto, in quanto è dal 1948 che si è constatato come sono stati utilizzati i maggiori poteri e le maggiori risorse economiche conferite alla Sicilia ed alla Sardegna da un lato, ed alla Valle d’Aosta, al Trentino Alto Adige ed al Friuli Venezia Giulia dall’altro. Giova ricordare che nella nostra regione, dopo l’eliminazione dei controlli da parte dell’autorità di governo, la prima legge è stata quella sulla stabilizzazione dei portaborse. Ovviamente all’unanimità. Pertanto, alla prova dei fatti, nel Sud si declina l’equazione maggiori poteri uguale maggiore irresponsabilità.
E, in relazione a tale argomento, occorre essere chiari sulle polemiche della Lega. Le responsabilità sul mancato o scorretto utilizzo dei fondi comunitari, sull’elefantiasi delle strutture regionali e sull’assenza di una legislazione adeguata sono esclusivamente da addebitarsi alle classi dirigenti regionali, politiche e burocratiche.
LE ISTITUZIONI FUNZIONANO IN RELAZIONE A CHI LE RAPPRESENTA Se soffermiamo la nostra analisi sul periodo che va dal 1995 ad oggi, riscontriamo una serie di fenomeni: la disgregazione dei partiti tradizionali con il conseguente affermarsi di comitati d’affari; una interpretazione familiare e personale del mandato elettorale; una politica ridotta ai minimi termini, in quanto identificata con le sole procedure elettorali; un trasformismo sfrenato con continui trasferimenti di fronte degli stessi esponenti, che trovano sistematicamente le porte aperte in tutti gli schieramenti.
Sono evidenti, nello stesso arco di tempo, anche alcuni successi parziali, alcuni processi di sviluppo, certamente virtuosi, ma le ombre sono sovrastanti in quanto non si è riusciti a invertire significativamente la tendenza.
Negli ultimi cinque anni, abbiamo sentito parlare di rivoluzioni copernicane, delle quali si sono tuttavia accorti soltanto quei pochi intimi che hanno usufruito di benefici che certamente non hanno aumentano lo sviluppo, la democrazia, l’efficienza, la trasparenza della Regione. Il dato sconcertante di 32 consiglieri inquisiti su 50, rende il Consiglio Regionale della Calabria peggiore del Parlamento della Colombia.
In questi ultimi cinque anni molto spesso abbiamo inoltre avuto l’onore della cronaca nazionale per episodi spesso drammatici e sconcertanti: il delitto Fortugno, il disastro sanitario con le morti negli ospedali e un disavanzo stellare, il caso De Magistris, le navi dei veleni, la rivolta di Rosarno. Ognuno di questi episodi pone temi tanto decisivi quanto costantemente ignorati.
Recentemente la Corte dei Conti ha dichiarato che la spesa pubblica della Regione Calabria è cresciuta. Non si può affrontare il tema del federalismo fiscale con un numero di dipendenti e dirigenti sproporzionato, con un sistema sanitario che al momento produce due miliardi di euro di disavanzo e servizi a volte criminali (a fronte di eccellenze lodevoli), con enti di recente istituzione che aggravano di costi tutti i contribuenti ( si pensi all’Arpacal che ha 567 dipendenti dei quali 128 dirigenti, mentre la corrispondente agenzia ambientale della Toscana - che ha quasi il doppio dei nostri abitanti - ha 250 dipendenti e 43 dirigenti), con diciassette comunità montane che, se vorremo mantenere, dovremo pagare per intero.
Occorre allora invertire subito la tendenza, perchè le trasformazioni saranno sempre più veloci, a fronte di una crisi nazionale sempre più preoccupante, ricordando che è proprio in condizioni simili alle nostre che sono scoppiate le rivoluzioni francese e americana che, provocando profonde trasformazioni dell’ordine sociale, hanno dato il via all’epoca contemporanea
Nessuno si illuda di poter sostituire l’attuale rete di clientele con altre reti di clientele, fini a se stesse e con il solo scopo di autoperpetuare un sistema che sembra immodificabile ma che invece, come il muro di Berlino ha dimostrato, basta un soffio perché venga spazzato via, perché i germi della dissoluzione ci sono tutti.
IL SIGNIFICATO DELLA CANDIDATURA DI GIUSEPPE SCOPELLITI Quella di Giuseppe Scopelliti è una candidatura di rottura per costruire. E’ una candidatura forte, che tende ad aggregare le forze del cambiamento. E’ una candidatura che unisce, per chiudere per sempre la pagina del 1970 che ha condizionato fino ad oggi la storia della nostra istituzione regionale.
Scopelliti è un Sindaco, a conferma che la classe dirigente capace oggi si forma principalmente nei comuni.
Nella sua attività amministrativa ha raggiunto traguardi prestigiosi, raggiungendo l’obiettivo della Città metropolitana, che significa la possibilità di un inedito sviluppo in direzione del Mediterraneo, area di libero scambio più estesa del pianeta e bacino naturale della nostra regione.
Scopelliti ha guardato verso Sud ma anche verso il Nord, stringendo alleanze con il Comune di Milano per l’Expo del 2015 e con Roma per iniziative culturali internazionali. Ed è proprio l’impegno culturale uno degli aspetti caratterizzanti la sua azione, con il sostegno delle idee di Marcello Veneziani, uno dei più lucidi intellettuali italiani. L’altro aspetto è l’impegno in prima linea contro la criminalità, che ha reso realtà l’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati, individuata dal ministro degli interni Roberto Maroni proprio a Reggio Calabria.
I risultati dell’Amministrazione Scopelliti sono stati talmente importanti e a tal punto percepiti come tali dai cittadini comuni, che hanno visto migliorare la qualità della vita nella propria città, che per due anni consecutivi le classifiche de “Il Sole 24 Ore” lo hanno visto tra i sindaci più amati di tutto il Paese.
Scopelliti è un Sindaco giovane: ha quarantaquattro anni. Dall’altra parte l’età media è di gran lunga superiore: chi può profondere più energie per un lavoro impegnativo di cambiamento? L’età, si può dire, può non contare. Certamente in Italia si scelgono sempre i più anziani, a differenza del resto del mondo dove i leader politici sono tutti più giovani. E i risultati sono di conseguenza.
Ma pur essendo giovane, Scopelliti ha una vasta e seria esperienza amministrativa, non solo perché sta facendo il Sindaco della città di Reggio Calabria, dove vive un decimo dei calabresi, ma anche perché è stato il più giovane Presidente del Consiglio Regionale d’Italia (1995-200) e poi Assessore regionale alla Formazione professionale dal 2000 al 2002.
Apprezzato anche a livello nazionale, attualmente è anche vicepresidente dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e Coordinatore delle Città Metropolitane.
IL PERCHE’ DELLA “LISTA SCOPELLITI” La “Lista Scopelliti” intende essere un elemento di novità nel panorama politico calabrese.
La “Lista Scopelliti” non intende essere una fotocopia di quelle del PDL, ma aggiuntive, non in opposizione a quelle del Partito ma in collaborazione, per poter non solo ampliare l’area del necessario consenso politico, finalizzato a un reale progetto di cambiamento, ma soprattutto per dare spazio a idee e proposte innovative per quelle modifiche strutturali, necessarie e non più rinviabili, nella società calabrese.
Intendiamo essere un laboratorio di idee , un think tank per creare idee al servizio del cambiamento.
Intendiamo essere un punto di incontro per intellettuali, sindaci, professionisti, sia per chi la politica l’ha già fatta con impegno e sia per chi intende farla con entusiasmo.
AGENDA OPERATIVA Ci siamo dati una struttura regionale e organizzazioni provinciali. In ogni comune abbiamo creato i necessari riferimenti anche per identificare i rappresentanti di lista. Inoltre ci siamo dotati di un logo riconoscibile e chiaro, così come in ogni capoluogo di provincia ci saranno le nostre sedi nei posti maggiormente visibili. Il nostro sito internet www.listascopellitit.it è un punto di incontro e di confronto sia per il programma che per l’organizzazione.
Stiamo selezionando candidature rappresentative per dare via a liste che rendano credibili e facciano prevalere la candidatura di Scopelliti.
Le nostre liste non intendono essere un contenitore per una semplice raccolta elettorale, ma si preoccupano soprattutto del dopo, in modo da rendere forte, propositiva e concretamente realizzabile la proposta politica di cambiamento per la Calabria interpretata da Scopelliti.
Abbiamo delle legittime ambizioni, convinti con Shakespeare che “l’ambizione deve essere fatta di stoffa più solida”.
La nostra aspirazione è appunto quella di contribuire alla vittoria elettorale, di concorrere a realizzare un progetto di governo innovativo e realizzabile, di superare il quorum del 4 per cento, di ottenere più seggi possibili.
PROGRAMMA Non è nostro compito tracciare tutte le linee di un programma elettorale, ma appunto quello di individuare alcuni punti qualificanti, quelli, secondo noi, che possono fare la differenza. Senza trascurare i grandi temi sui quali siamo ovviamente impegnati, intendiamo adoperarci non contro qualcuno, ma a favore di qualcosa: la trasformazione vera della nostra regione.
Premessa Intendiamo valorizzare i punti di eccellenza, dando spazio al merito e ai giovani. Appunto per questo attenzione particolare avranno i soggetti attivi del cambiamento: i comuni virtuosi, le imprese virtuose, i professionisti virtuosi, i giovani virtuosi che dovremo mettere in condizione di restare in Calabria.
Le linee
Seguiremo due linee: il ruolo geopolitico della regione e l’innovazione.
Il Mediterraneo sta diventando l’area di libero scambio più estesa del pianeta e la Calabria deve affrontare questa sfida sviluppando le proprie infrastrutture: il Ponte sullo Stretto (considerando ovviamente in modo totale l’impatto ambientale, la sicurezza e il pericolo delle infiltrazioni mafiose), l’alta velocità in tutta la regione, l’integrazione delle università, lo sviluppo degli aeroporti, con costi per i viaggiatori di gran lunga inferiori a quelli attuali, il completamento della Salerno-Reggio Calabria, che rappresenta la vergogna italiana, lo sviluppo delle Ferrovie della Calabria, potenziando il trasporto pubblico in modo trasparente. La costituzione di una Agenzia per lo Sviluppo che si occupi del coordinamento delle Aree Industriali del Territorio e le promuova, definendo concretamente i vantaggi competitivi, seguendo i modelli delle strutture che sono state realizzate in alcuni dei territori svantaggiati della UE (Galles, Irlanda, etc.). Ma, soprattutto, valorizzare le eccellenze dell’industria e dell’artigianato nel manifatturiero, sostenendone la crescita attraverso la creazione di reti.
Tutto ciò necessita di un’ approccio diverso anche al problema Sicurezza che non è solo contrasto alla criminalità organizzata , ma anche sicurezza del suolo, delle acque, delle reti energetiche e di trasporto, con la creazione di Sistemi Territoriali di Sicurezza integrati gestiti da un apposito comparto di esperti in materia in grado di dare risposte ed elaborare strategie specifiche come sono specifiche le necessita di legalità e sviluppo e salvaguardia del territorio della nostra Regione.
L’innovazione tecnologica può davvero rappresentare un fattore decisivo dello sviluppo, se progettata in modo mirato e intelligente. Occorre coprire tutta la regione con il wifi e la larga banda, per consentire l’accesso gratuito a internet a tutti, con computer in tutte le scuole, le istituzioni pubbliche, le aziende, le associazioni di volontariato e in gran parte delle famiglie. A tale riguardo anche la promozione delle fonti energetiche alternative può rappresentare ricchezza per le istituzioni, risparmi per le famiglie e vantaggi per l’ambiente. In tale quadro il ruolo delle università diventa fondamentale per promuovere una formazione avanzata, fortemente legata con le esigenze del mercato e i bisogni produttivi delle aziende regionali. Che vanno spinte sempre di più verso l’internazionalizzazione.
Le strategie
Anche in questo caso si seguiranno due strategie: l’efficienza della macchina amministrativa e il corretto utilizzo dei fondi pubblici.
La struttura delle Regione deve essere più efficiente e meno costosa, più qualificata e meno numerosa, poiché un corretto funzionamento delle istituzioni pubbliche favorisce direttamente le classi più deboli: come ricorda Karl Marx, “sono i poveri che hanno bisogno dello Stato”. Appunto per questo, i Direttori Generali degli Assessorati e della Aziende Sanitarie che hanno prestato la loro opera fino ad ora sarebbe bene si riposino, in quanto una effettiva discontinuità deve partire proprio da qui: per cambiare musica occorre cambiare suonatori, non solo tra i politici ma anche tra i burocrati. Il controllo e la riduzione della spesa della sanità, dei trasporti e della forestazione diventano elementi essenziali per un effettivo rilancio. Le comunità montane vanno abolite, con dipendenti, compiti e strutture assegnati agli enti locali.
Verrà considerato l’azzeramento delle dirigenze non tecniche, di nomina politica, che incidono fortemente nell’efficienza e nella speditezza delle attività, per consentire l’attribuzioni di ruoli e competenze a figure professionali di indiscusso valore.
Per un sollecito e opportuno utilizzo dei fondi comunitari e nazionali, occorre creare una struttura apposita, assolutamente diversa da quella attuale. Deve essere costituita, presso la Presidenza della Giunta Regionale, una qualifica e snella task force che assista singolarmente tutti i 409 comuni calabresi, fornendo assistenza quotidiana per le politiche di sviluppo e di crescita, perché il buongoverno – come il malgoverno - parte dai comuni. A tale riguardo vanno selezionati i più brillanti dipendenti dell’Ente, con l’obiettivo di ottenere, attraverso l’utilizzazione totale delle risorse messe a disposizione, una crescita del PIL regionale con valore significativo rispetto alla media nazionale; porre le basi, peraltro, affinchè gli stessi investimenti sostenuti producano ricchezza negli anni.
Un efficace utilizzo dei fondi pubblici va in direzione dei processi di federalismo fiscale che si imporranno nel nostro Paese e che toccheranno direttamente le regioni e gli enti locali del Mezzogiorno, non solo sul versante delle uscite ma anche su quello delle entrate.
Per quest’ultimo versante, avanziamo alcune proposte sulla cui concretizzazione ci impegneremo: sviluppo dell’area franca di Gioia Tauro, con riconoscimento in favore della Regione di una parte delle somme dovute per lo sdoganamento delle merci (al momento la ‘Ndrangheta percepisce un euro a container….); impegno per far riconoscere parte dei diritti del gas estratto nel Mare Ionio di fronte a Crotone ed i proventi dell’energia elettrica prodotta in Sila; impegno per esigere le somme dovute per occupazione del suolo pubblico regionale attraversato dalle grandi reti di distribuzione del metano che non servano esclusivamente la Calabria; impegno per realizzare direttamente impianti energetici, nel rispetto e nella tutela dell’ambiente circostante, che possano produrre utili da riversare direttamente sul bilancio regionale o su quelli comunali.
Il problema dei problemi Le strategie sopra descritte, insieme all’azione delle forze dell’ordine e della magistratura - alle quali va il nostro convinto sostegno – ed al ruolo educativo delle istituzioni scolastiche e universitarie – che vanno rafforzate soprattutto nella qualità -, sono le uniche efficaci, a nostro avviso, per contrastare significativamente la ‘ndrangheta, che rappresenta la palla al piede dello sviluppo della nostra regione.
E’ preciso compito della politica non fermarsi a declami e a vuote enunciazioni di principio, ma compiere una chiara scelta di campo con azioni di governo che siano conseguenti nella scelta degli uomini, nell’erogazione delle risorse, nella trasparenza amministrativa e nei controlli, assicurando la totale collaborazione alle istituzioni dello Stato preposte al contrasto senza quartiere delle criminalità organizzata.
Solo in questo modo si può essere credibili in Italia e nel mondo, non solo per attirare investimenti, ma anche per fare in modo che le energie calabresi più sane restino nella nostra terra e che i nostri emigrati – in Italia e all’estero - sostengano con convinzione il nostro riscatto.
In definitiva, abbiamo individuato alcuni punti, certamente ma necessariamente ambiziosi, che sono possibili e verificabili se la volontà politica andrà in questa direzione, perché il malgoverno e la criminalità non sono invincibili, come tanti casi dimostrano.
Punti qualificanti per provincia Per Catanzaro il nostro impegno prioritario sarà rappresentato dalla conclusione dei lavori della cittadella Regionale. E dato che Scopelliti ha inaugurato da Presidente del Consiglio regionale la nuova sede dell’assemblea regionale di Palazzo Campanella a Reggio Calabria, ci auguriamo che possa essere anche lui a rendere funzionante la sede della Giunta Regionale a Catanzaro.
Per Reggio Calabria il nostro impegno sarà massimo per sviluppare il ruolo mediterraneo del porto di Gioia Tauro e per rendere operativa la Città Metropolitana
Per Cosenza ci adopereremo per lo sviluppo di un polo dell’innovazione incentrato sull’università della Calabria.
Per Crotone promuoveremo un polo bancario che possa sostenere le imprese e i giovani, concedendo investimenti in modo snello e a costi agevolati.
Per Vibo Valentia l’impegno si concentrerà sulla promozione delle perle turistiche, da Tropea a Capo Vaticano a Pizzo e a tutte le altre.
CONCLUSIONI La campagna elettorale è segnata da turbolenze politiche in tutti gli schieramenti, per la verità nel centro-destra molto meno che altrove.
Certamente vedremo le clientele regionali usate come una clava.
Non facciamoci condizionare dalle clientele, dalle promesse o dai ricatti: votiamo per chi stimiamo e abbiamo ragionevoli certezze che potrà operare nell’interesse della collettività e quindi singolarmente per ciascuno di noi.
L’ analisi che abbiamo svolto può forse sembrare troppo ampia, ma secondo noi è necessaria perché non si può ridurre la politica a slogan o a insulti verso la controparte, facendo perdere di vista la sostanza dei fatti e della realtà, che è davanti agli occhi di tutti, come sempre. E’ nostro compito offrire elementi di riflessione per analizzare la realtà e scegliere nel personale interesse di ognuno, che non può prescindere dall’interesse generale, benché si creda il contrario, poiché le classi politiche della nostra regione storicamente ci hanno dato in prevalenza questi esempi.
In definitiva, chiediamo un voto per un progetto di cambiamento, da realizzare insieme ai calabresi che studiano, lavorano e hanno fede nell’avvenire.
Dobbiamo essere sinceri, soprattutto verso noi stessi: così non si può andare avanti. C’è bisogno di trasformazioni profonde.
Molto spesso restiamo smarriti di fronte ai tanti comportamenti ingiustificabili che ci troviamo costretti a subire, nel nostro Paese e nella nostra Regione, ma non dobbiamo mai disperare.
A Giuseppe Scopelliti affidiamo un compito e un messaggio: cambiare la Calabria.
Diceva Erich Fromm che “l’unica rivoluzione possibile è quella della speranza”.
Giuseppe Scopelliti è la nostra speranza.
|
|